“Gesti e Parole”. Aperta nella Chiesa di Santa Maria dell’Itria la mostra su papa Francesco. Ce la spiega Giuseppe Lupo

 

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Si è aperta venerdì 17 maggio 2019 nella chiesa di Santa Maria dell’Itria, in Piazza della Pinta a Palermo, la mostra su papa Francesco dal titolo “Gesti e Parole”. L’iniziativa è promossa dal Centro Culturale “Il Sentiero” di Palermo e gode del sostegno dell’Arcidiocesi. Chiediamo a Giuseppe Lupo, nuovo presidente del Centro Culturale, il perché di questa decisione.

Lo scorso 15 settembre papa Francesco al Foro Italico tra le tante parole che ci ha consegnato ci ha anche sollecitato con queste: “Domandiamoci: che cosa posso fare io? Che cosa posso fare per gli altri, per la Chiesa, per la società? Non aspettare che la Chiesa faccia qualcosa per te, comincia tu. Non aspettare che la società lo faccia, inizia tu!”. Questo invito incalzante del Papa lo abbiamo voluto raccogliere, come Centro Culturale, rilanciando la sua Visita Pastorale e la sua figura. Chi è davvero questa Presenza straordinaria per cui si sono mobilitate le decine di migliaia di persone che sono andate ad ascoltarlo sulla distesa del Foro Italico? Da dove viene l’originalità di questo Papa? È proprio vero che si tratta di un Papa dedito solamente al pauperismo, all’ecologismo e al buonismo? Cosa ha consegnato alla città di Palermo la sua Visita Pastorale? Cosa ne è rimasto? Per provare a rispondere a queste domande abbiamo deciso di organizzare questa esposizione e gli incontri previsti nella settimana.

La Chiesa, e con essa Papa Bergoglio, vive in un contesto sociale e civile molto perturbato, in cui sembra che non esistano più certezze, nemmeno all’interno della Chiesa. Quale contributo può derivare da questa mostra?

La mostra aiuta a comprendere che questo contesto perturbato non è il luogo da cui abdicare, ma è il mondo in cui siamo chiamati a vivere da testimoni. Le circostanze per cui Dio ci fa passare, ci ha sempre insegnato Don Giussani, al cui carisma ci ispiriamo nel fare il Centro Culturale, sono fattore essenziale e non secondario della nostra vita. Questo si comprende benissimo seguendo le tappe della vita di Bergoglio e il modo in cui egli si è posto di fronte alle difficoltà storiche e politiche. E la testimonianza, a cui la sua vita non smette di richiamare, è davvero una parola chiave per tutti noi oggi. Testimonianza ed esperienza sono i fronti da cui nessun cristiano può esimersi, i fronti privilegiati attraverso cui Dio si fa presente al mondo.

La mostra ha un titolo molto significativo: “Parole e gesti”. Ce ne spiega il significato?

In questi anni non si può non notare come le parole e i gesti di papa Francesco abbiano avuto una risonanza e una capacità eccezionale di interrogare il mondo. L’intento della mostra è di ripercorrere la vita del Papa proprio a partire dalle parole e dai gesti, cioè dalla sua testimonianza personale. D’altronde è importante riconoscere, come sottolineava l’Arcivescovo Lorefice in occasione della presentazione di venerdì 17 maggio, che un elemento caratterizzante di questo Pontefice è la familiarità con la Parola del Vangelo, “una Parola che è capace di attraversare la sua vita”.

La mostra è anche un contributo al messaggio che papa Francesco ha lasciato ai siciliani poco meno di un anno fa con la sua vista a Palermo. Che cosa è rimasto di quel viaggio e come la mostra aiuta a non smarrirne il ricordo e il significato?

All’interno del percorso espositivo sono stati inseriti due video che ripropongono alcuni brani tratti dai discorsi di papa Francesco a Palermo. In particolare il secondo ripropone la sottolineatura del Pontefice sulla “cultura dell’incontro” a cui noi siciliani siamo chiamati dalla nostra stessa storia. Se dovessi sintetizzare in due battute il lascito che ci ha consegnato mi riferirei alla sua insistenza sul favorire l’incontro tra i popoli, in un mondo in cui la dimensione dello scontro sembra prevalere, e dare spazio alla speranza, che nasce dalla Presenza di Gesù Cristo. Senza dimenticare che il Papa ha scelto di venire il giorno del venticinquesimo anniversario dalla morte di Padre Puglisi.

La Chiesa palermitana è anche la Chiesa del Beato Pino Puglisi. La mostra come valorizza questa figura e il senso del suo martirio?

Tra le parole del Papa, selezionate all’interno dei video, non potevano non ricorrere quelle spese per ricordare e riproporre come esempio da seguire il nostro Padre Pino. In particolare quando il Papa, ricordandolo, ci ha detto: “Padre Pino era inerme, ma il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio”. Quel sorriso rivolto al suo uccisore è l’emblema che il Papa ci ha voluto consegnare per una Chiesa che sappia ben distinguere la mentalità mafiosa da quella del Vangelo, eppure non si stanchi mai di annunciare la Parola di Gesù a chiunque incontri, anche a costo della morte. “Don Pino, lui sì, lui sapeva che rischiava, ma sapeva soprattutto che il pericolo vero nella vita è non rischiare, è vivacchiare”, queste parole del Papa non possono far stare nessuno di noi acquietati dietro alle proprie comodità. Queste sono parole che mettono in moto il cuore.

Il programma della mostra prevede lunedì 20 maggio alle ore 18 all'Auditorium del Camplus universitario di via dei Benedettini, un incontro dal titolo "A un anno dalla visita pastorale di Papa Francesco", a cui sono invitate tutte le persone e le realtà ecclesiali che vogliano dare testimonianza dei frutti scaturiti dalla visita del Santo Padre in Sicilia. Interverranno, fra gli altri, Don Pino Vitrano della Missione Speranza e Carità di Biagio Conte, Maurizio Artale del centro Padre Nostro di Brancaccio, modererà la giornalista Maria Gabriella Ricotta.

Martedì 21 maggio alle ore 21 presso l'Auditorium del Camplus universitario di via Benedettini, sarà proiettato il film "Papa Francesco un uomo di parola", del regista tedesco Wim Wenders.

La mostra chiuderà i battenti domenica 26 maggio 2019.

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