“Qualcosa di prezioso che accade”. Un libro-intervista per andare all’origine dell’esperienza missionaria di Biagio Conte

 

Lunedì 15 maggio 2017 la Cittadella della Missione di Speranza e Carità di Palermo ha ospitato la presentazione del libro “Qualcosa di prezioso che accade”, vivo e intenso dialogo tra Biagio Conte e Francesco Inguanti, il quale per oltre due anni si è dedicato al paziente ascolto di quella luce che in Via Decollati, come in altri luoghi, ha trovato la possibilità di elevarsi e mostrarsi.

Rosalia Pipia, presidente del Centro Culturale “Il Sentiero” di Palermo, introducendo e moderando l’incontro, ha immediatamente sottolineato la capacità del testo, edito dalla casa editrice palermitana People & Humanities diretta da Mauro Buscemi, di offrire uno sguardo inedito, ma soprattutto umano, su una figura spesso circoscritta entro i confini dell’ideale, dell’inimitabile, una figura posta al di fuori delle nostre possibilità. Il lavoro attento e delicato offerto da Inguanti, delineato in quattro interviste, mostrando il travagliato percorso interiore del suo interlocutore, ha il prezioso merito di scuotere le coscienze individuali, ricordando che il divino si rivela e agisce nell’umano.

«È una grande storia d’amore. È una storia d’amore per tutti, per Gesù Cristo nella Chiesa» ha affermato Rosalia Pipia, che poi ha aggiunto: «è un percorso amoroso di ri-conoscenza», evidenziando come probabilmente solo dall’amore possa l’uomo ri-donarsi a se stesso tramite l’altro.

La giornalista Alessandra Turrisi, che ha seguito negli anni le vicende gioiose e tortuose di Fratel Biagio, ha riconosciuto la capacità di Inguanti di giungere al significato profondo del cammino e dell’esperienza della Missione, quel significato che spesso, come ha spiegato subito dopo Salvatore Taormina, responsabile diocesano della Fraternità di Comunione e Liberazione, «è oggetto di una celata censura». 

Taormina, condividendo con i presenti gli interrogativi nati dalla stessa lettura del dialogo, ha sottolineato la necessità che questi diventino pietra viva nel quotidiano di ciascuno, perché ogni corsa, dinamica o lenta che sia, ha bisogno di un centro, un cielo da cui prendere e a cui rivolgere perennemente il respiro. Dinanzi a esempi che sconvolgono ogni costruzione e valutazione razionale sul reale, dinanzi a gesti come quelli di Biagio Conte, il rischio è quello di rifugiarsi in una «preventiva e cautelativa presa di distanza». È qui, ha provocato Taormina, che sorge la questione: «il buco nero in cui precipita l’esistenza di un barbone è poi così diverso dal sentimento che talvolta domina in noi e affonda in noi in una quotidianità spesso ripetitiva e ultimamente capace di senso?».

La presenza di Don Pino Vitrano, fedele compagno di Fra Biagio, ha permesso di riscoprire quanto sottolineato da Alessandra Turrisi, ovvero la compresenza armoniosa della preghiera, della condivisione, del perdono, dell’accoglienza e della presenza di Dio all’interno della Missione di Speranza e Carità, elementi singolarmente necessari affinché oggi e sempre qualcosa di prezioso possa accadere.

Qui la scheda del libro.

 

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