Le musiche di Morricone nella Piazza di Danisinni

Sono le 17 e 17 di domenica 7 ottobre: sono appena risuonate le prime note di Gabriel’s Oboe, colonna sonora del film Mission, che il maestro Marcelo Cesena ha iniziato a suonare su uno splendido piano a coda nella piazza di Danisinni, che la signora Rosalia, che già da più di un’ora ha preso posizione proprio alle spalle del sediolo del maestro, inizia a seguire il ritmo della musica accompagnandosi con la sua scopa che non abbandona mai. La signor Rosalia è universalmente nota tra gli abitanti del quartiere ed ha evidenti carenze cognitive e relazionali che tutti aiutano a superare con la solidarietà tipica dei vicoli delle città di un tempo, in cui tutti si conoscono e tutti si danno una mano. Ovviamente non sa chi siano né Cesena, né Morricone, ma la musica le fa vibrare le corde del cuore, così come già prima della fine dell’esecuzione accadrà ai quasi mille presenti in piazza.

Grazie a Piano City, l’iniziativa voluta dal Comune di Palermo per portare la musica nelle piazze e nelle strade della nostra città, a Danissini sono convenuti in tanti da tante zone della città, per quello che è divenuto ben più di un concerto, un omaggio al grande Morricone, che come ha ricordato Cesena all’inizio della sua esibizione, il prossimo mese compirà novant’anni.

Danissini è un quartiere molto originale, nel contesto urbano di Palermo. Nato storicamente sul letto dell’ex fiume Papireto, si trova nel cuore del centro storico a due passi da Palazzo dei Normanni e dalla cattedrale. Tuttavia per la conformazione delle sue vie di accesso è praticamente tagliato fuori dal flusso di traffico normale e ordinario e ciò fa sì che tantissimi palermitani ne abbiano sentito parlare, ma mai hanno avuto moto di conoscerlo, neppure di passaggio.

Ma torniamo a Marcelo Cesena compositore e pianista di fama internazionale, di nascita brasiliana ma con una lunga permanenza negli Stati Uniti e in tante altre nazioni europee, il quale vanta un rapporto particolare e diretto con Morricone. “Ho avuto modo - esordisce - di comunicargli che questa sera sarei venuto qui da voi a Palermo, anche per ringraziarlo di tutto quello che ci ha detto e dato attraverso la sua musica”.

Cesena esegue le colonne sonore più celebri, da “Il pianista sull’oceano”, a “C’era una volta in America”, da “Nuovo cinema Paradiso”, a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. La sua passione e la sua abilità contagiano ben presto i tanti convenuti che, benché in piedi, non mostrano segni di stanchezza elargendo plausi e applausi alla fine di ogni esecuzione. Attorno alla piazza, nei balconi circostanti, come in ogni saga di paese che si rispetti, gli abitanti del quartiere si uniscono al consenso espresso dalla piazza con ampi segni di approvazione.

Quando scorrono le prime note della colonna sonora de “Il buono, il brutto e il cattivo”, sgorga spontaneo un applauso. Troppo forti e troppo presenti sono le emozioni che quella musica produce nel cuore di grandi e piccoli. Anche Cesena mostra segni di commozione per un incontro con un pubblico che “Non mi aspettavo - dice - così attento e numeroso in un pomeriggio di domenica”.

Parlando di Morricone aggiunge: “Morricone ha fatto la storia del cinema e della musica nei suoi novant’anni di vita, ma soprattutto ci ha trasmesso la sua passione per la vita, per la vita bella; e tutto questo si chiama: bellezza”. E poi prima di concludere aggiunge: “Il pianoforte è uno strumento definito, nel numero e nel colore dei tasti e in tutte le sue misure; eppure genera una cosa che è infinita, la musica. La musica dà gioia, gioia di vivere e questo è il motivo per cui oggi sono contento di essere con voi”.

Raccontando poi del suo rapporto particolare con Morricone fa ascoltare un brano che il maestro gli ha donato alcuni anni fa dal titolo: “Il potere degli angeli”, “proprio con lo scopo - spiega - di farlo conoscere nei concerti che faccio con la sua musica”.

Non sono poi mancate le richieste di bis e di autografi.

Prima di concludere c’è spazio anche per il racconto dell’esperienza fatta dall’artista ed ex insegnante di sartoria Jonida Xherri, una giovane albanese che insieme ad altre donne del quartiere ha realizzato due tappeti che contengono alcune parole che esprimono solidarietà ed accoglienza. “Il tappeto – spiega – non è stato realizzato al telaio, ma intrecciando i fili a mano e con le persone sedute tutte intorno a cerchio. Questo ha creato relazioni e amicizia che sono il frutto più prezioso della nostra attività”.

Il parroco, fra Mauro Billetta, invita tutti ad una visita della “Fattoria solidale”, che è stata costruita e organizzata in questi anni dai volontari che operano in parrocchia.

Mentre ci avviamo racconta: ”Danisinni è una realtà che è rimasta misconosciuta a Palermo, o, se ricordata, solo per una cattiva nomea. Oggi, invece sta mostrando il suo volto per troppo tempo rimasto nascosto a causa delle gravi condizioni di indigenza o per le ferite dovute all’abbandono istituzionale, come nel caso della Scuola dell’infanzia, rimasta chiusa da 11 anni. Oggi è tempo di riscatto e a partire dall’arte, abbiamo avviato un processo di rigenerazione urbana che con la bellezza artistica vuole recuperare la dignità di questo luogo. L’azione davvero prorompente sarà il riscatto educativo permettendo ai giovani di studiare e coltivare sogni e progetti di vita”.

 

 

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