Le rupi di Rometta

 

 

Il centro storico di Rometta è ubicato sulla sommità di un rilievo tabulare dai lati scoscesi e a forma pseudoesagonale, a circa 550 metri sul livello del mare. L’insediamento, intimamente legato alla particolare posizione morfologica, tende a ergersi e dominare il paesaggio circostante dalla piana di Milazzo e le Isole Eolie a Nord, e le cime della catena dei Monti Peloritani a Sud.

La rocca presenta aspetti di particolare interesse, connessi alla valenza archeologica ed alla rilevanza geologico - naturalistica delle rupi ben inserite nel contesto paesaggistico che le fa da contorno.

A motivo della sua posizione strategica, a partire dall’ VIII secolo d.c., l’abitato migliorò il suo sistema difensivo e la protezione utilizzata per contrastare le azioni offensive del nemico, adattando alla locale morfologia gli accessi alla città e le opere di difesa militare. Per la posizione arroccata e il suo sistema fortificato, fu l’ultimo centro abitato ad essere conquistato, nel 965 dai musulmani.

Il famoso naturalista e geologo Giuseppe Seguenza in un suo scritto del 1866 riportava: «Rometta adunque, colle sue circostanti valli e coi suoi prossimi monti, tanto pregevole per gli studi geologici, è stata mai sempre da me prescelta alle ricerche geognostiche, come il luogo più importante in tutto il distretto di Messina, come la contrada tipica, alla costituzione della quale fa d'uopo riferire tutto il resto, e benanco come il paese prediletto dove ho dissotterrato una miriade di nuove ricchezze paleontologiche».

I sedimenti plio-pleistocenici di Rometta, ricchi di materiale fossilifero, furono presi in esame, fin dal secolo scorso, dal Seguenza come riportato in diverse pubblicazioni specialistiche (1862, 1866, 1868, 1873-1877) e, successivamente, dal figlio Luigi (1908) in studi prevalentemente geologici e macropaleontologici.

Nelle pendici della rocca, in particolare in contrada Sotto San Giovanni, è presente un vasto complesso ipogeico di cavità rupestri, di elevato interesse naturalistico, geologico e archeologico.

Tra le cavità spicca una struttura basilicale paleocristiana individuata dall’archeologo Paolo Orsi ai primi del ‘900 e successivamente studiata da Giacomo Scibona.

Diversi elementi fanno pensare che, con l’arrivo dei musulmani, la piccola chiesa rupestre sia stata trasformata in moschea. Il complesso scavato nella tenera roccia calcarenitica è stato di recente valorizzato dal comune ed è parzialmente visitabile attraverso un percorso pedonale attrezzato.

Da segnalare lungo il costone orientale nei pressi della fortificazione di Porta Messina un altro ipogeo ricavato nella calcareniti, probabilmente una tomba di epoca bizantina.

La vegetazione rupestre e ripariale è contrassegnata da rare specie di particolare interesse botanico: “Erucastrum virgatum”, “Brassica incana”, “Orchis maculata”.

La presenza simultanea sia di presenze di interesse antropico sia di ecosistemi con un grado di naturalità sufficientemente elevato, forniscono un ulteriore valore alle emergenze geologiche e paleontologiche ivi presenti.

 


 

REPORTAGE - Le rupi di Rometta

(ph. Massimo De Maria)


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