Strade e nomi delle vie di Palermo: mappe a confronto

 

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(18 ottobre 2013)La zona di Viale Michelangelo e di Via Leonardo Da Vinci prima del boom edilizio: un confronto tra il 1881 ed il 2013. La zona di Palermo compresa tra Viale Michelangelo e Via Leonardo da Vinci presenta ancora visibili alcune tracce del recente passato di campagna nettamente separata dal nucleo cittadino. Infatti, fino agli anni Cinquanta del XX secolo, essa costituiva una florida zona rurale, ricca di acqua e costituita da casolari e residenze nobiliari o ecclesiastiche di villeggiatura sparse sul territorio, mulattiere e piccoli villaggi che ruotavano intorno ad una chiesa, come nel caso di Cruillas e di Uditore. Certamente non c’erano né il traffico né i lugubri e monotoni palazzoni e palazzine dei giorni nostri.

Viale Michelangelo, per chi la percorre “a salire” dalla rotonda Kennedy (o rotonda di Viale Lazio), taglia i seguenti quartieri: a destra, in ordine, Cruillas, San Giovanni Apostolo (una volta C.E.P.) e Borgo Nuovo, mentre a sinistra Uditore-Passo di Rigano. Sullo sfondo del lungo viale svetta il Monte Cuccio. Ma come doveva presentarsi tutta la zona prima del boom edilizio della seconda metà del Novecento?

È possibile confrontare i percorsi ed i nomi delle strade di oggi, ovvero del 2013, con quelli che approssimativamente dovevano essere costituiti dalle corrispondenti mulattiere e contrade del 1881. Infatti ho trovato una mappa di Calogero Ligotti Livolsi risalente proprio a quell’anno e l’ho messa a confronto con Google Earth. La mappa l’ho reperita in un testo di Rosario La Duca: Palermo ieri e oggi: il territorio e i quartieri (Sigma Edizioni, Palermo, 1990).

Propongo qui le deduzioni che ho maturato da questo confronto, sulla base delle tracce che ho trovato direttamente in loco e dallo studio delle immagini satellitari registrate nell’ultimo biennio.

Nell’effettuare il confronto, ho trovato difficoltà, in particolare, nel comprendere quale dovesse essere l’antica Via Olivella ed il Vicolo Olivella, e ho trovato altresì ostacoli nel definire che cosa costituissero effettivamente le “giarre” Uditore e Petrazzi, delle quali, sulla vecchia mappa si riportano le collocazioni. Infine resta veramente di dubbia interpretazione, almeno per me, la dicitura “Catena Bellolampo”, indicata nella legenda al numero 17.

Nel caso di Via Olivella, che oggi parte dall’incrocio con Via Mammana, Via Petrazzi e Via Casalini fino a Via Frontini, essa, nella vecchia mappa, appare più lunga. Ho pensato quindi che la mulattiera dovesse continuare, tagliando Viale Michelangelo, costituendo l’odierna Via Centorbe, quindi arrivando nei pressi della Torre Ingastone, che era una torre d’acqua e da cui ha oggi preso il nome il centro commerciale. Lì si incontrava con Vicolo Olivella, il mio secondo cruccio. Secondo me, questa stradina di campagna, che oggi è inesistente e che, stando alla vecchia mappa, giungeva all’incrocio con l’odierna Via Castellana e via Sant’Isidoro, coincideva più o meno con l’odierna Via Attinelli e con Via Caltagirone a Borgo Nuovo.

Che cos’erano, invece, le “giarre”? Nella legenda della vecchia mappa si riporta della presenza di Giarra Uditore, in corrispondenza dell’incrocio tra le odierne Via Mammana, Via Casalini, Via Petrazzi e Via Olivella, di fronte alla Badia dei Settangeli. L’altra giarra è Giarra Petrazzi, indicata in corrispondenza di Villa Mortillaro Arena, in sostanza tra l’incrocio tra le odierne Via Vanvitelli, Via Cruillas e via Inserra e l’incrocio tra Via Brunelleschi, Via Vanvitelli e Via Badia. Di che cosa si trattava?

Posso limitarmi a fare delle ipotesi.

Pietro Ales (www.pietroales.it/ISTRICENEW.htm) riporta che Villa Mortillaro Arena, che si trova proprio in corrispondenza di Giarra Petrazze sulla vecchia mappa, insiste su un antico fondo localizzato in quella che, a metà del XVI secolo, viene chiamata Contrada “Pozzo Comune”. Inoltre, attraverso le immagini del satellite, ho notato che la zona in questione presenta varie gebbie annesse ad abitazioni antiche. Pertanto è probabile che l’indicazione “Giarra Petrazze” si riferisse al fatto che in questo punto c’era un contenitore di acqua, simile magari ad una grande giara, ossia una cisterna fissata sul terreno che doveva servire da abbeveratoio pubblico magari con una fontana annessa a cui potevano attingere i passanti riempiendo le proprie giare o giarre, in dialetto siciliano. Un’altra ipotesi è che fosse il punto in cui si raccoglieva l’acqua non in uno ma in tanti contenitori (giarre o giare) destinati alla vendita. Propendo per l’ipotesi di un luogo di utilità pubblica (fontanella per riempire le giare dei passanti o luogo dotato di gebbia-abbeveratoio che fosse), per il fatto che nella legenda della mappa sono indicati prevalentemente nomi di luoghi di pubblico servizio, come piazze, cimiteri, manicomi e quant’altro.

Quanto all’altra giarra, ovvero Giarra Uditore, sembra che questa si trovasse all’interno delle mura di Via Petrazze davanti alla Badia dei Sett’Angeli, dove ci sono tuttora degli antichi ingressi con arco.

Infine resta ahimè insoluto il problema di che cosa fosse Catena Bellolampo.

Ancora oggi, all’ora di pranzo, la mattina presto o quando ad agosto i residenti si allontanano in massa dalle case per recarsi in villeggiatura, in alcune di queste strade, quando non passano le macchine e si sentono cani, galli e galline, sembra che il tempo si fermi e di essere in aperta campagna. Ma sono pochi attimi, poi torna il caos, non appena tornano a passare le auto.

Di seguito riporto la mia ricostruzione delle corrispondenze trai percorsi ed i nomi delle strade del 1881 con le strade del 2013. Segue una carrellata di foto, fatte a fine Agosto 2013 da me, dei più antichi edifici della zona. Nelle didascalie riporto l’indicazione dei vecchi nomi dei luoghi fotografati.

 

 

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(18 ottobre 2013)La zona di Viale Michelangelo e di Via Leonardo Da Vinci prima del boom edilizio: un confronto tra il 1881 ed il 2013. La zona di Palermo compresa tra Viale Michelangelo e Via Leonardo da Vinci presenta ancora visibili alcune tracce del recente passato di campagna nettamente separata dal nucleo cittadino. Infatti, fino agli anni Cinquanta del XX secolo, essa costituiva una florida zona rurale, ricca di acqua e costituita da casolari e residenze nobiliari o ecclesiastiche di villeggiatura sparse sul territorio, mulattiere e piccoli villaggi che ruotavano intorno ad una chiesa, come nel caso di Cruillas e di Uditore. Certamente non c’erano né il traffico né i lugubri e monotoni palazzoni e palazzine dei giorni nostri.

Viale Michelangelo, per chi la percorre “a salire” dalla rotonda Kennedy (o rotonda di Viale Lazio), taglia i seguenti quartieri: a destra, in ordine, Cruillas, San Giovanni Apostolo (una volta C.E.P.) e Borgo Nuovo, mentre a sinistra Uditore-Passo di Rigano. Sullo sfondo del lungo viale svetta il Monte Cuccio. Ma come doveva presentarsi tutta la zona prima del boom edilizio della seconda metà del Novecento?

È possibile confrontare i percorsi ed i nomi delle strade di oggi, ovvero del 2013, con quelli che approssimativamente dovevano essere costituiti dalle corrispondenti mulattiere e contrade del 1881. Infatti ho trovato una mappa di Calogero Ligotti Livolsi risalente proprio a quell’anno e l’ho messa a confronto con Google Earth. La mappa l’ho reperita in un testo di Rosario La Duca: Palermo ieri e oggi: il territorio e i quartieri (Sigma Edizioni, Palermo, 1990).

Propongo qui le deduzioni che ho maturato da questo confronto, sulla base delle tracce che ho trovato direttamente in loco e dallo studio delle immagini satellitari registrate nell’ultimo biennio.

Nell’effettuare il confronto, ho trovato difficoltà, in particolare, nel comprendere quale dovesse essere l’antica Via Olivella ed il Vicolo Olivella, e ho trovato altresì ostacoli nel definire che cosa costituissero effettivamente le “giarre” Uditore e Petrazzi, delle quali, sulla vecchia mappa si riportano le collocazioni. Infine resta veramente di dubbia interpretazione, almeno per me, la dicitura “Catena Bellolampo”, indicata nella legenda al numero 17.

Nel caso di Via Olivella, che oggi parte dall’incrocio con Via Mammana, Via Petrazzi e Via Casalini fino a Via Frontini, essa, nella vecchia mappa, appare più lunga. Ho pensato quindi che la mulattiera dovesse continuare, tagliando Viale Michelangelo, costituendo l’odierna Via Centorbe, quindi arrivando nei pressi della Torre Ingastone, che era una torre d’acqua e da cui ha oggi preso il nome il centro commerciale. Lì si incontrava con Vicolo Olivella, il mio secondo cruccio. Secondo me, questa stradina di campagna, che oggi è inesistente e che, stando alla vecchia mappa, giungeva all’incrocio con l’odierna Via Castellana e via Sant’Isidoro, coincideva più o meno con l’odierna Via Attinelli e con Via Caltagirone a Borgo Nuovo.

Che cos’erano, invece, le “giarre”? Nella legenda della vecchia mappa si riporta della presenza di Giarra Uditore, in corrispondenza dell’incrocio tra le odierne Via Mammana, Via Casalini, Via Petrazzi e Via Olivella, di fronte alla Badia dei Settangeli. L’altra giarra è Giarra Petrazzi, indicata in corrispondenza di Villa Mortillaro Arena, in sostanza tra l’incrocio tra le odierne Via Vanvitelli, Via Cruillas e via Inserra e l’incrocio tra Via Brunelleschi, Via Vanvitelli e Via Badia. Di che cosa si trattava?

Posso limitarmi a fare delle ipotesi.

Pietro Ales (www.pietroales.it/ISTRICENEW.htm) riporta che Villa Mortillaro Arena, che si trova proprio in corrispondenza di Giarra Petrazze sulla vecchia mappa, insiste su un antico fondo localizzato in quella che, a metà del XVI secolo, viene chiamata Contrada “Pozzo Comune”. Inoltre, attraverso le immagini del satellite, ho notato che la zona in questione presenta varie gebbie annesse ad abitazioni antiche. Pertanto è probabile che l’indicazione “Giarra Petrazze” si riferisse al fatto che in questo punto c’era un contenitore di acqua, simile magari ad una grande giara, ossia una cisterna fissata sul terreno che doveva servire da abbeveratoio pubblico magari con una fontana annessa a cui potevano attingere i passanti riempiendo le proprie giare o giarre, in dialetto siciliano. Un’altra ipotesi è che fosse il punto in cui si raccoglieva l’acqua non in uno ma in tanti contenitori (giarre o giare) destinati alla vendita. Propendo per l’ipotesi di un luogo di utilità pubblica (fontanella per riempire le giare dei passanti o luogo dotato di gebbia-abbeveratoio che fosse), per il fatto che nella legenda della mappa sono indicati prevalentemente nomi di luoghi di pubblico servizio, come piazze, cimiteri, manicomi e quant’altro.

Quanto all’altra giarra, ovvero Giarra Uditore, sembra che questa si trovasse all’interno delle mura di Via Petrazze davanti alla Badia dei Sett’Angeli, dove ci sono tuttora degli antichi ingressi con arco.

Infine resta ahimè insoluto il problema di che cosa fosse Catena Bellolampo.

Ancora oggi, all’ora di pranzo, la mattina presto o quando ad agosto i residenti si allontanano in massa dalle case per recarsi in villeggiatura, in alcune di queste strade, quando non passano le macchine e si sentono cani, galli e galline, sembra che il tempo si fermi e di essere in aperta campagna. Ma sono pochi attimi, poi torna il caos, non appena tornano a passare le auto.

Di seguito riporto la mia ricostruzione delle corrispondenze trai percorsi ed i nomi delle strade del 1881 con le strade del 2013. Segue una carrellata di foto, fatte a fine Agosto 2013 da me, dei più antichi edifici della zona. Nelle didascalie riporto l’indicazione dei vecchi nomi dei luoghi fotografati.

 

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LUOGHI & STORIE - Strade e nomi delle vie di Palermo

(ph. Andrea Passalacqua)

Sicily Present


 

 

Legenda della mappa del 1881 (riferimenti alla zona esaminata)

65 Piazza Olivuzza

64 Piazzetta Noce

55 Piazza Malaspina

125 Conceria Malaspina

27 Villaggio Cruillas

95 Giarra Petrazze

73 Giarra Uditore

114 Villaggio Uditore

72 Piazzetta Passo di Rigano

98 Casolare Sant’Isidoro

17 Catena Bellolampo

 

 

Odonomastica.

Confronto tra le strade, le mulattiere e le contrade del 1881 con i corrispondenti percorsi di oggi, 2013:

1881 Via Passo di Rigano (un tempo da Piazzetta Noce a Piazzetta Passo di Rigano)

2013 Via Evangelista Di Blasi (da Piazza Noce fino a Via Castellana, all’incrocio con Via Roccazzo e Via Casalini)

 

1881 Via Montelepre (un tempo da Via Passo di Rigano a Bello Lampo)

2013 Via Castellana/Strada Provinciale 1

 

1881 Via Uditore (un tempo da Piazzetta Noce fino alla Via Abbadie)

2013 Via Uditore (inizia da Piazza Noce e finisce davanti alla Scuola Media Setti Carraro)

 

1881 Via Abbadie (un tempo dall’odierna Via Aci, nel Villaggio Uditore, fino ad incrociarsi con Via Petrazze)

2013 Via Badia (da Via Aci all’incrocio con Via Brunelleschi e Via Vanvitelli)

 

1881 Via Croce all’Uditore (un tempo da piazza Malaspina al Villaggio Uditore)

2013 probabilmente l’odierna Via Cimabue e parte della Via Giorgione e, superata la tangente Viale Regione Siciliana, un suo tratto è forse oggi costituito dalla Via Giotto fino a Piazza Malaspina)

 

1881 Via Casuzze Passo di Rigano (un tempo dall’incrocio con Via Passo di Rigano fino all’incrocio con Via Mammana e Via Olivella. La seguiva Via Petrazze in corrispondenza della badia delle monache dei Settangeli)

2013 Via Casalini

 

1881 Via Cruillas (un tempo dalla Conceria Malaspina all’incrocio tra Via Petrazze e Via Abbadie)

2013 Via Cruillas

 

1881 Via Coniglione (che un tempo univa Via Petrazze con Via Abbadie)

2013 Via Buonfornello (che oggi unisce via Brunelleschi con Via Badia)

 

1881 Via Mammana (un tempo dall’incrocio con Via Casuzze Passo di Rigano e Via Petrazze all’odierna piazzetta alberata nei pressi di Piazza Alfonso de’ Liguori)

2013 Via Mammana ( dall’incrocio con via Petrazzi, via Casalini e via Olivella all’odierna piazzetta alberata nei pressi di piazza Alfonso de’ Liguori)

 

1881 Via Parrino (un tempo dall’incrocio con Via Petrazze fino a Villa De Gregorio)

2013 Via Parrini (dall’incrocio con via Brunelleschi fino all’odierno cementificio sotto la Cava)

 

1881 Via Fondo Puzzo (all’incrocio con Via Casuzze Passo di Rigano all’incrocio con Via Uditore)

2013 Via Aci e Via Pozzo all’Uditore

 

1881 Via Inserra (un tempo dall’incrocio con Via Petrazze fino al Monte Inserra)

2013 Via Inserra (dall’incrocio con Via Brunelleschi fino al Monte Inserra)

 

1881 Via Nuova a San Lorenzo (un tempo dall’incrocio con Via Petrazze, Via Abbadie e Via Cruillas fino al villaggio San Lorenzo)

2013 Via Nuova (tutta l’antica mulattiera comprendente oggi il lungo tratto dalla fine di via Brunelleschi a Via Vanvitelli, Via Trabucco, Via Nuova e Via dei Quartieri)

 

1881 Via Olivella (un tempo dall’incrocio con Via Casuzze Passo di Rigano, Via Mammana e Via Petrazze fino probabilmente alla Torre Ingastone)

2013 Via Olivella (dall’incrocio con via Casalini all’ex scuola media statale Vittorio Veneto, segue probabilmente parte della via Frontini, l’odierna via Centorbe e la via Torre Ingastone)

 

1881 Via Petrazze (un tempo dall’incrocio con via Mammana e Via Olivella, in corrispondenza della Badia delle monache dei Settangeli, fino a Via Nuova a San Lorenzo

2013 Via Petrazzi/Via Brunelleschi

 

1881 Vicolo Olivella (un tempo dall’incrocio con la Via Olivella all’incrocio con Via Montelepre e Via Sant’Isidoro)

2013 probabilmente da Via Attinelli, vicino alle Case Borsellino, a Via Caltagirone, fino all’incrocio con Via Castellana e Via Sant’Isidoro) 

 

 

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