Calascibetta, vista da Enna – maggio 2002

 


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Il paesaggio naturale e umano della Sicilia, in molti casi bello da togliere il fiato e comunque capace di imprimersi nell’animo, viene raccontato in questa rubrica attraverso lo sguardo dell’appassionato e della sua fotocamera. Nuccio Lo Castro, che di Sicily Present è direttore responsabile, ci accompagnerà settimanalmente in questo viaggio per fotogrammi. Architetto e storico dell’arte, egli si occupa di restauro dei monumenti, museografia e promozione di eventi culturali; come fotografo (da quarant’anni e per passione) ha realizzato mostre personali in Italia e all’Estero e pubblicato volumi fotografici. Ha fondato e dirige la rivista di studi siciliani «Paleokastro». - Sicily Present

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(15 maggio 2012) - Nella vasta estensione dei campi di Cerere, prossima al luogo considerato l’ombelico della Sicilia, arroccata a varie asperità rocciose, Calascibetta fu considerata dall’erudito Gioacchino Di Marzo “il paese più ameno, il più gaio, il più bello di Sicilia tutta”.

Così appare, nell’addensarsi di monumenti e antiche case, guardata dall’alto dalla città di Enna; ed entrambe, appaiate come compagne, si richiamano alle divine Demetra e Persefone, abitatrici di questi luoghi aerei, dispensatrici di abbondanti produzioni agrarie.

Sotto il verde delle biade si celano le profondità infere, pervase dallo zolfo, e Ade, il loro signore, mantiene ogni anno la promessa di restituirci per qualche tempo la sua sposa, e con essa la Primavera.

 


Copyright © 2012 - Testo e photo NUCCIO LO CASTRO


 

 

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