L’orgoglio di essere siciliano in una Sicilia desiderabile

 

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(8 giugno 2014) – Claudia Magistro per Sicily Present!

È quello che avrei dovuto dire, quando ho preso la parola a conclusione del memorabile incontro con Andrea Camilleri alla casa editrice Sellerio, venerdì 6 giugno, in un caldissimo pomeriggio palermitano. I relatori furono chiari: nome, cognome, testata giornalistica. Semplice, elementare, ma non per me che avevo l’adrenalina all’ennesima potenza e il cervello annebbiato a causa del turbamento generato da quel momento di grande emotività. Invece, microfono in mano, lo ringraziai senza tanti giri di parole, senza presentazioni a scascione di un semplice grazie, pronunciato di pirsona pirsonalmente, per tutto ciò che ha scritto e per quello che scriverà, per la sua sagacia, per il suo ciriveddu finu, per la sua innegabile grandezza di uomo e di Maestro.

‘Sta vota, fortunatamente, l’esercizio di centellinare le pagine del nuovo libro del Sommo Maestro Camilleri, l’ho scongiurato per l’unica ragione plausibile; un sogno che si avvera, un’idea pazzesca, fuoddi di morìri, un’opportunità che, credevo, non avrei mai avuto nella vita. Vivere un’ora della mia esistenza a centocinquanta centimetri da Andrea Camilleri. Eppure il mio direttore Mauro Buscemi profetico fu.

Appena due anni orsono, accogliendomi tra le pagine del giornale e notando la passione per il mio autore preferito, mi disse che un giorno avrei potuto incontrarlo, cu ‘u sapi?

Così fu che, proprio in veste di giornalista della mia testata, Sicily Present, protetta della mia macchina fotografica, ho respirato la stessa aria di pochi altri, muniti di sfavillanti macchinari per catturare l’attimo fuggente. Caso volle, ma il caso non esiste, che il mio arrivo alla Sellerio coincidesse con l’arrivo del Maestro. Ci introducemmo insieme, lui avanti e io dietro, pariàmu ‘nsemmola. Il direttore ragione avìa, non potevo immaginare, mi parìa ‘na cosamprevidibili, anche solo pinsalla.

Scrivere, per Camilleri, è una ragione di vita, e di questo ho preso consapevolezza leggendo con avidità tutti i suoi libri e facendo, del suo modo di scrivere, la mia coscienza siciliana. Quasi sidici anni fa, leggendo “La voce del violino”, capivi l’importanza di essere siciliana, l’essenza dell’Isola e della sua complessità.

“La forma dell’acqua”, primo romanzo che vede come protagonista il commissario Montalbano, è emblematico della cuscienza che, ‘nta ‘sta Sicilia, semu tutti simili ma nuddu uguali all’autru. L’acqua non ha una forma ma prende quella che le viene data. Veru è! Purrìa simbrari una banalità, ma se ci facìti casu, è una grande verità. L’ultimo romanzo, “La piramide di fango”, pari essiri stato scritto sulla base degli ultimi avvenimenti di cronaca nazionale, una descrizione precisa ‘ntifica sulla corruzione, cummigghiata dal un velo di fantasia che ammogghia qualunque responsabilità, facennula addivintari una cosa di vento, una sceneggiatura di tiatro.

«La ricetta per raccontare di una Sicilia sempre bella e desiderabile è semplicissima, leggere la cronaca e dimenticarmela»: Andrea Camilleri a una “Marina di Libri” ci ha ricordato che le parole servono anche a raccontare storie e vite in cerca di umanità vera.

 

 


 

 

Scorza d’arancia - L’orgoglio di essere siciliano in una Sicilia desiderabile 

 

Le immagini documentano alcuni momenti dell'incontro di Andrea Camilleri a Palermo con la stampa, la sera di venerdì 6 giugno 2014, nella sede della casa editrice Sellerio.

 

(ph. Claudia Magistro)


 

 

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