“Una passeggiata tra profumi e colori”: natura e bellezza dell’Orto Botanico di Palermo

 

 

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(8 novembre 2014) – Nel 1789, su terreni che anticamente furono dei Chiaramonte, venne impiantato l’Orto Botanico di Palermo, proprio nel vasto pianoro di Sant’Erasmo dove fino a qualche anno prima venivano praticate le atroci esecuzioni della Santa Inquisizione, abolita definitivamente in Sicilia nel 1782.

Ancora oggi percorrendo il vecchio stradone di Sant’Antonino, l’odierna via Lincoln, è possibile ammirare in tutta la loro raffinata eleganza, i tre corpi che costituiscono il complesso monumentale dell’Orto Botanico, il Gymnasium, centrale, affiancato dal Tepidarium e dal Calidarium, progettati in stile neoclassico da Léon Dufourny, intellettuale illuminista e architetto francese attivo a Palermo sul finire del XVIII secolo.

Al fine di scoprire il patrimonio arboreo custodito nei suoi 10 ettari di terreno l’Università di Palermo, in collaborazione con la Casa Editrice Kalós ha organizzato per il pomeriggio del 6 novembre “Una passeggiata tra profumi e colori”.

Ad accompagnare i numerosi visitatori lungo i viali alberati è stato il Prof. Manlio Speciale, docente di Botanica presso l’Università di Palermo il quale ha spiegato le caratteristiche delle specie arboree più rappresentative della struttura, accompagnando la ricca descrizione con memorie relative ad eventi storici e con citazioni letterarie.

Terminato il lungo viale centrale ci si trova dinanzi l’Aquarium, contenente diversi tipi di ninfee, una grande vasca nella quale svettano le piante di papiro egiziano e una ricca varietà di piante di Agave e di Aloe.

Tutta la zona circostante è occupata da un singolare boschetto di Bambù, composto da rarissimi esemplari di Dendrocalamus asiatici, che per la loro natura tropicale rendono unico questo angolo verde fatto da possenti canne di Bambù e dai suoi tipici germogli.

Superate le imponenti radici del Ficus Magnolioide, dopo una fresca passeggiata sul prato, si è giunti nei pressi delle zone denominate Cicadetum e Palmetum, dominate da tante varietà di Cycas e di Palme: molta attenzione hanno attirato gli esemplari originari di Cuba, del Messico e del Cile, in particolare la Chambeyronia macrocarpa e la Dypsis madagascariensis, entrambe appartenenti alla famiglia delle Arecaceae e la Cycas revoluta, donata dalla regina Maria Carolina nel 1793 e presente anche a Villa Malfitano ed in passato a Villa Giulia; numerose le Palme, tipicamente mediterranee, appartenenti ai generi Washingtonia e Phoenix.

Fra le curiosità custodite nell’Orto Botanico vi sono esemplari di Albero bottiglia, dell’Albero del Sapone, della Mimosa sensitiva e del Sicomoro, Ficus sycomorus,caratterizzato da escrescenze barbiformi nella zona del tronco inferiore atte a produrre i frutti e da protuberanze apicali che hanno lo scopo di favorire la fotosintesi clorofilliana; il Prof. Speciale non ha mancato di ricordare come proprio il Sicomoro sia citato nel Vangelo, in Luca 19, 1-10, come l’albero sul quale si arrampicò Zaccheo, “capo dei pubblicani e ricco”, per scorgere tra la folla Gesù appena entrato in Gerico; proprio un’agevole panchina installata ai piedi di questo Ficus favorisce il pensiero e la riflessione.

Attraversata la Serra Maria Carolina, dono della regina d'Austria e ammirati i ruderi della Chiesa medievale dedicata a S. Dionisio, l’evento si è concluso presso la sala intitolata a Domenico Lanza, Direttore dell’Orto Botanico dal 1921 al 1923.

Presso la Sala Lanza è stata presentata la seconda edizione del libro “Il giardino siciliano, una passeggiata tra profumi e colori”, scritto dalla Prof.ssa Daniela Romano ed edito da Kalós; presenti il Prof. Speciale, il Prof. Mazzola, l’Arch. Ornella Amara e il Prof. Silvano Riggio, docente di Ecologia presso l’Università di Palermo.

L’Arch. Amara, introducendo il tema della serata ha ricordato al pubblico come sia complessa e spesso sottovalutata, la progettazione che sta alla base della costruzione di un giardino e come sia difficile comprendere i problemi legati al tòpos e al genius loci di ogni singolo elemento costituente il giardino stesso.

Esso, sostiene l’Arch. Amara, deve essere frutto di una preciso disegno che deve tenere in considerazione alcuni fattori fondamentali come il clima, l’umidità, la temperatura, le ombre cangianti nelle varie fasi della giornata; fondamentale è, inoltre, tenere in considerazione l’eventuale esistenza di vicine costruzioni e soprattutto rispettare la presenza di altre piante o alberi, che ne ostacolino l’evoluzione o che possano essi stessi trarne uno svantaggio.

“Il giardino è l’equilibrio sublime tra uomo e natura”, sostiene il Prof. Riggio nel suo intervento, “esso è vivo e dinamico” e rappresenta un atto di amore per i figli e per il futuro”.

Sfogliando le pagine del libro della Prof.ssa Romano, ricco di numerose illustrazioni, è possibile far passare in rassegna le specie arboree e floreali della nostra terra e che caratterizzano in un tripudio di sensazioni il giardino tipico della Sicilia occidentale e quello della Sicilia orientale, quello della fascia costiera e quello delle campagne interne, quello pubblico e quello dei palazzi signorili, tutti così simili ma così differenti tra loro.

A conclusione della serata il Prof. Riggio presenta una lezione del Corso di Ecologia del paesaggio già presentato presso l’Ateneo di Palermo, dal quale emerge con limpidezza che “il giardino è connaturato all’idea di felicità ed è il luogo della felicità terrena; questo luogo si raffigura nell’Eden, proiezione reale del Paradiso celeste. La felicità non può prescindere dalla bellezza: il giardino è la bellezza”.

 


 

CONVERSAZIONI - "Una passeggiata tra profumi e colori" alla scoperta delle bellezze dell'Orto Botanico di Palermo

(ph. Carlo Guidotti)


 

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