A Castelbuono la fotografia interpreta la realtà

 

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(26 giugno 2013) – Michele Di Donato è il direttore responsabile di “DIFFRAZIONI / Rassegna di Fotografia Contemporanea”. 45 anni, pugliese (della provincia di Foggia). Arrivato in Sicilia per lavoro, c’è rimasto. La fotografia è la sua passione. Ha ricevuto in regalo la sua prima macchina fotografica all’età di 9 anni: una “Diana F+”. Da allora, praticamente, non ha più smesso di fotografare.

Come nasce la vostra associazione “Arte&Immagine”?

Kenro Izu sostiene che "La fotografia non è una mera forma d'arte, bensì un percorso di ricerca costante nella vita, per trovare il significato recondito dell'esistenza stessa". La fotografia, in effetti, è un linguaggio che ci consente di interpretare la realtà attraverso i sensi. Non c'è fotografia senza la conoscenza della tecnica, ma ancor di più non c'è emozione senza la capacità di vedere il mondo con un "occhio interiore" meno stereotipato. È partendo da questo assunto che, su iniziativa di Vincenzo Di Stefano (presidente), Nicola Virgilio (vice-presidente), Michele Di Donato (segretario), Maurizio Campanella e Vincenzo Sandro Cusenza, si è deciso di mettere insieme un gruppo di persone che hanno in comune la passione per la fotografia: così è nata l'associazione fotografica Arte&Immagine di Castelbuono.

Quale necessità avverte la vostra associazione?

Tra di noi c’è chi si avventura per la prima volta in questa arte, alimentato dalla curiosità e dalla esigenza di accrescere il raccontabile, ma c'è anche chi non vuole solo vedere le fotografie o le scoperte degli altri, apprenderle su manuali e testi ma desidera guidare in prima persona la sua esigenza di sapere. Tutti però animati da un unico comune denominatore: la passione per la fotografia.

Con i social network sembra sia sufficiente avere una fotocamera digitale (o peggio un cellulare) che tutti s’improvvisano fotografi. Cosa ne pensi?

Effettivamente, da quando è nato il digitale è molto più semplice e meno dispendioso scattare delle fotografie. I social network non hanno fatto altro che amplificare tutto questo rendendoci dei naufraghi delle immagini, inondati minuto dopo minuto di tonnellate di terabyte di fotografie. Bisogna, però, tener conto di un fatto importante: la facilità di immettere la documentazione di qualsiasi cosa accada, giova solo al racconto, al reportage, alla storicizzazione del reale; ma non ha assolutamente nulla a che vedere con l’arte e la “bella” fotografia. L’altra faccia della medaglia, infatti, è quella che ormai quando si scatta una immagine lo si fa con il fine di “postarla” il più velocemente possibile senza curarsi delle più basilari regole della fotografia. Composizione, messa a fuoco, esposizione corretta sono diventati, ormai, concetti antidiluviani. Non c’è più tempo: bisogna raccontare l’accaduto prima degli altri.

Il fotoritocco aiuta oppure rende impura la fotografia?

Questa è una vecchia diatriba, conseguenza della guerra fra i puristi dell’analogico e gli innovatori del digitale. Ma è aria fritta. La scienza e la tecnologia vanno avanti. Quando si usava la pellicola si faceva post produzione in camera oscura. Con l’avvento del digitale la post produzione la si fa al computer. Io ho sviluppato e stampato, in camera oscura per circa venti anni, e molto del fotoritocco che si faceva in camera oscura non è ancora possibile farlo con i software che vanno per la maggiore. Dico questo per sostenere, con forza, che la fotografia si “porta a casa” al momento dello scatto; tutto quello che si fa in post produzione (e si faceva, di più e meglio, in camera oscura) serve solo a correggere qualcosa. Punto. So che ci sono delle persone che, addirittura, costruiscono l’immagine in postproduzione; ma quella è grafica, non fotografia.

Chi sono i vostri maestri fotografi?

Henry Cartier Bresson, Doisneau, Atget, Wegee. Ma anche Mimmo Jodice, Berengo Gardin, Fontana. Questi costituiscono la punta di un iceberg infinitamente grande.

Dove riconoscete il talento e come fate per distinguerlo dalla passione?

Non c’è bisogno di sforzarsi più di tanto. Non esiste talento senza la passione. E se non c’è il talento, la passione ti porta comunque ad approfondire ed a fare “belle” foto. Foto, per dirla con Barthes, nelle quali puoi notare lo studium ma non il punctum.

Cosa rende bella una fotografia?

Una cosa del genere non si può spiegare. Al di là di alcune semplici regole compositive e tecniche, una fotografia deve “comunicare” un sentimento a chi la osserva. E’ questo che distingue una buona fotografia da una banale. Esistono delle regole tecniche e compositive da seguire, che si danno per scontate e che vengono messe in evidenza solo quando sono disattese. Per il resto è tutta una questione di “significante” nella misura in cui, quando osserviamo un’immagine, mette in moto in noi quel processo mentale complesso che ci induce a elaborare e individuare qualcosa di abbastanza preciso (che comunemente chiamiamo significato, idea, concetto, pensiero...). In pratica se una fotografia è una “grande” fotografia, semplicemente osservandola dovremmo arrivare, attraverso un’infinità di interazioni a contatto con la nostra cultura e con quella della nostra società, ad individuare (e a interiorizzare e memorizzare) moltissimi segmenti di esperienza di chi ha scattato la foto. E’ un’esperienza molto stimolante.

Il primo suggerimento ad un aspirante fotografo.

Acquistare un buon libro di tecnica fotografica per capire i concetti basilari, e poi scattare, scattare, scattare. Dopodiché cestinare, senza pietà, almeno il 98% delle foto fatte, e tornare a scattare, scattare, scattare. Divertendosi, ovviamente. E tenendo ben presente che si è scelto uno degli hobby più costosi in circolazione!

Di cosa si occupa la vostra associazione nello specifico?

Durante l’anno ci sono i corsi di fotografia “istituzionali” (base, avanzato). A questi seguono corsi di composizione e linguaggio fotografico, di lettura della fotografia, di gestione della luce (flash e naturale), di Photoshop (base e avanzato). Dal prossimo anno (2014) inizieremo anche con i corsi specifici sui generi della fotografia, quindi: street photography, reportage, wedding, paesaggio, notturna, etc. Organizziamo, inoltre, dei viaggi fotografici che ci portano a visitare i posti più belli della nostra regione. Sono in programma anche dei viaggi per andare a vedere le mostre dei più grandi artisti internazionali. L’anno scorso siamo andati a Roma, dove abbiamo visto una bellissima esposizione di Steve McCurry. Abbiamo anche un cineforum, dove proiettiamo film-documentario su grandi fotografi. Da quest’anno, poi, abbiamo organizzato una Rassegna di Fotografia Contemporanea, che si intitola “DIFFRAZIONI”, e che avrà cadenza annuale. Si svolgerà a Castelbuono (PA) dal 21 luglio al 16 agosto e vedrà (in 6 location diverse) un susseguirsi di mostre fotografiche (Francesco Seggio, Michele Abriola, Sandra Zagolin, Antonio Manta), workshop, convegni, conferenze, letture portfolio, proiezioni cinematografiche ( programma ). Nell’ambito della Rassegna, inoltre, verrà assegnato il Premio DIFFRAZIONI 2013 al miglior Portfolio. Il vincitore, oltre ad essere premiato con un’opera della scultrice Vera Carollo, acquisirà il diritto ad esporre una sua personale di fotografia durante la prossima edizione della rassegna. Ma non è finita qui. Tutto è uno stimolante work in progress.

[ndr: maggiori informazioni su www.castelbuonoarteimmagine.com]

La foto più bella che hai fatto/che hai visto cosa ritrae?

La mia foto più bella è, senza dubbio, quella che scatterò domani. La foto più bella in assoluto è, altrettanto sicuramente, quella che vedrò domani.


 

CONVERSAZIONI - A Castelbuono la fotografia interpreta la realtà. Le immagini documentano alcune delle attività (corsi di fotografia, calendario 2013, viaggi a Sperlinga e Fiumara d'Arte, workshop) condotte nel corso dell’anno dall’Associazione Arte&Immagine.– Sicily Present

Copyright © Photo - Courtesy of ASSOCIAZIONE ARTE&IMMAGINE


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