Gaetano Puglisi: il ricordo di un’amica

 

gaetano puglisi ricordo 2

Il 31 gennaio scorso si è spento nella sua casa di Castelvetrano, Gaetano Puglisi, fratello maggiore del Beato Pino Puglisi. Aveva 87 anni. I funerali sono stati celebrati nella Chiesa Madre di Castelvetrano dal Vescovo di Mazzara del Vallo Domenico Mogavero, di fronte a numerosi amici e conoscenti.

Ma chi era Gaetano Puglisi? Tutti lo conoscevano come il fratello di Don Pino, ma per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o di sentirlo parlare di lui, della sua famiglia o di suo fratello, era un uomo semplice e vero, testimone e al contempo protagonista discreto, insieme alla sua famiglia, di una storia straordinaria.

Tanto si è detto e tanto si è scritto sul Beato Pino Puglisi cose vere, altre meno, come a volte diceva infastidito Gaetano, che ravvisava poco o nulla di vero in certe descrizioni del fratello. Ma per scrivere la storia bisogna cercare fatti, osservare e sentire i testimoni oculari finché ci sono. "Io cerco qualcosa per conoscerla, non per pensarla" direbbe S. Agostino, confermando la sua grande attualità.

Questo è stato Gaetano: testimone appassionato e tenacemente fedele alla verità di un fatto semplice e al contempo straordinario, testimone che nulla ha concesso mai a riduzioni, enfatizzazioni o manipolazioni di nessun tipo, da qualunque parte o autorità provenissero. Con molta semplicità ha fatto quello che fa un familiare o un nonno, che conserva e tramanda la memoria di fatti e cose, così come le ha viste accadere, raccoglie foto, racconta aneddoti ed episodi sconosciuti ai più. Insieme agli altri fratelli ha voluto che molti di questi ricordi fossero conservati nella casa di Don Pino divenuta un museo e nell'attività del centro Padre Nostro, fondato da Don Pino, e che lui e gli altri familiari hanno sempre accompagnato e sostenuto. Lo stesso Papa Francesco, nel suo viaggio a Palermo dello scorso settembre, ha voluto visitare questi luoghi e incontrare Gaetano e suo fratello Franco.

Ma questa è storia nota. Riandando però ai racconti di Gaetano e degli altri familiari, scopriamo e apprezziamo una storia meno nota e cioè quanto, della vocazione e della santità di Don Pino, nasca proprio dalla sua famiglia. Personalmente posso dire di avere scoperto chi era Don Pino da questi semplicissimi racconti di vita ordinaria, assolutamente privi di ogni retorica.

Un giorno di qualche anno fa ho accompagnato un giovane sacerdote argentino a Brancaccio. Dopo aver visitato la chiesa ci siamo fermati con Gaetano, Franco e altri familiari in una stanza del centro Padre Nostro. Il sacerdote gli chiese di raccontargli la storia di Don Pino e loro lo fecero raccontandola dall'inizio alla fine, tenuto conto che il loro interlocutore veniva, come il nostro Papa, dalla fine del mondo, e poco o nulla sapeva di questa storia. Io, che sono palermitana, la conoscevo benissimo, eppure è stato per me come sentirla per la prima volta. Ho pianto e ho riso di cuore. Non dimenticherò mai gli occhi e la voce di Gaetano mentre raccontava come suo fratello fosse stato assassinato e quello che avvenne dopo, visto con gli occhi e con il cuore di un fratello. Eravamo tutti intorno ad un tavolo, io ormai singhiozzavo spudoratamente e Gaetano con la tenerezza e la bonarietà di un nonno, continuava ad allungarmi fazzolettini di carta. Tra le tante cose che ci furono raccontate quel giorno e che rimpiango di non avere registrato se non nel cuore, ricordo in particolare un fatto che mi fece sorridere, ma anche molto riflettere.

Gaetano ci raccontò che la mamma desiderava tanto un figlio sacerdote e pregava Dio perché la esaudisse, circostanza questa che teneva chiusa nel segreto del cuore e che racconterà solo in seguito. La mamma infatti racconterà come, ogni volta che uno dei suoi figli si fidanzava, andava da lei a dirle: "Mamma ti devo parlare" e poi annunciava di essersi fidanzato. Lei era contenta, ma, avendo altri figli maschi, continuava a sperare che almeno uno prendesse un'altra strada. Dopo il primo, il secondo fidanzamento. L'ultimo a dirle: "Mamma ti devo parlare" fu proprio Pino. I fratelli sorridevano, e noi con loro, nel raccontare come la mamma fosse rassegnata a sentirsi annunciare un altro fidanzamento. Invece non fu così. Pino le disse: "Mamma, io voglio farmi prete". Ma lei non si limitò ad essere contenta e a felicitarsi con lui per quella scelta tanto desiderata, ma rilanciò e gli disse: "Sii povero, ma santo".

Io sono mamma, quindi forse un po’ di parte, ma come si può non chiedersi quanto dell'umanità, della fede, dell'orizzonte e della preghiera di sua madre ci sia nel nostro amato santo e martire palermitano. Non ho mai creduto alla favola del prete antimafia così come i suoi fratelli. Don Pino non era "anti" nessuno come dimostra il suo ultimo sorriso al suo assassino. Don Pino era un uomo semplice e di grande fede, e solo per questo ucciso, in odium fidei, in odio e in spregio all'uomo di Dio che ha a cuore tutto l'uomo e i suoi bisogni e, inevitabilmente, è di impaccio a chi questo uomo vuole manipolare e distruggere. E questo amore e questa fedeltà all'uomo c'erano già nella vita ordinaria del sacerdote prima ancora che nel suo martirio. Gaetano e Franco raccontavano che la famiglia si ritrovava a pranzo tutte le domeniche e Don Pino era sempre invitato e puntualmente in ritardo. Dopo la Messa si fermava ed ascoltava tutti quelli che ne avevano bisogno.

A volte è invalso l'uso di mitizzare, di ridurre il santo ad una specie di supereroe, un idealista senza storia, venuto da chi sa dove, cosa che nell'esaltarlo, lo rende astratto, inarrivabile. Non c'è niente di più falso e di più lontano dal concetto cristiano di santità. Grazie a Dio ci sono persone che con la loro testimonianza discreta e tenace, non solo di parola, ma anche di vita, ci riportano al vero e al bello delle cose. Gaetano Puglisi è stato anche questo. Anche lui degno figlio di una buona famiglia cristiana del nostro tempo e della nostra terra.

 

p h logo 355

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrire servizi in linea con le tue preferenze. Se non accetti le funzionalità del sito risulteranno limitate. Se vuoi saperne di più sui cookie leggi la nostra Cookie Policy.