“Crescere insieme”: scuola e società negli scritti di Sergio Mattarella


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Luciano Pazzaglia, Crescere insieme. Scritti di Sergio Mattarella, Editrice La Scuola, Brescia 2015


Il recente libro di Luciano Pazzaglia, “Crescere insieme. Scritti di Sergio Mattarella” (Editrice La Scuola), non è un atto di deferente omaggio al neo Presidente della Repubblica, anche se la presentazione di qualche settimana fa a Mondello si è tradotta in un piacevole incontro tra tanti vecchi amici che con lui hanno segnato tappe significative della vita politica palermitana e siciliana.

Il testo di quasi 300 pagine si articola in due parti tanto diverse quanto integrate tra loro. La seconda raccoglie gli scritti di Mattarella che hanno a tema l’educazione, a partire dagli anni giovanili, quelli della sua militanza nell’Azione Cattolica, per passare a quelli del suo impegno politico, soprattutto da ministro della Pubblica istruzione, fino al discorso svolto nel giorno del suo insediamento il 3 febbraio 2015.

Nella prima parte Luciano Pazzaglia ripercorre gli stessi anni integrando i contenuti dei discorsi di Mattarella con una accurata ricostruzione storica degli eventi che man mano si sono succeduti, consentendo al lettore di giungere alla lettura diretta degli scritti mattarelliani dopo una attenta inquadratura del contesto politico e culturale in cui si sono dipanati.

Per comprendere quale sia l’interesse che sta a cuore a Mattarella è opportuno partire dal titolo “Crescere insieme”. Egli è mosso dalla convinzione che “ci si realizza insieme; si è davvero liberi dall’ignoranza, dal bisogno, dalla violenza, se liberi sono anche gli altri”. Per Mattarellala crescita della singola persona dipende strettamente dal rapporto che riesce ad instaurare con gli altri: una tesi che coniuga l’idea della centralità della persona e del suo valore infinito proprio dell’insegnamento sociale della Chiesa, all’urgenza di unire le persone nel segno della carità e della giustizia per tutti.

Tra gli scritti autobiografici della seconda parte del libro particolarmente interessanti, sono quelli che fanno riferimento agli anni giovanili in cui frequentava il liceo San Leone Magno di Roma. Molto significative anche le pagine di riflessioni su testimoni come Alcide De Gasperi e Roberto Ruffilli, l’amico Leopoldo Elia o il fratello Piersanti, oppure il filosofo Jacques Maritain.

Molto vivo seppur a distanza di tanti anni è il ricordo che Mattarella offre del suo impegno nel Movimento Studenti di Azione Cattolica, di cui è stato responsabile per Roma ed il Lazio tra il 1960 ed il 1964. Erano gli anni di papa Giovanni XXIII e di Paolo VI, gli anni del Concilio Vaticano II, che il presidente definisce «anni di speranza, entusiasmo e innovazione». Quella esperienza, afferma, ha disegnato il mio senso della vita e la mia fisionomia come persona: «Il contenuto essenziale di quel periodo, straordinario ed entusiasmante, è, per me, per la mia vita, pienamente attuale».

Il retroterra culturale da cui muove Mattarella è una filosofia sociale che non si limiti ad affermare in astratto l’eguaglianza di tutti gli uomini, ma ispiri prassi individuali e collettive tese a mettere ciascuno in condizione di realizzare al meglio la propria dignità, a partire specialmente dai più deboli. Mattarella afferma un valore alto della politica attribuendole il compito della promozione integrale della persona e, in particolare, di quelle più emarginate e svantaggiate, per consentire loro di recuperare la loro dignità e di partecipare a pieno titolo alla costruzione del bene comune.

Negli scritti emerge anche il rapporto con l’esperienza religiosa, e la fede in particolare, che rivela l’anima profonda che sostiene e nutre Sergio Mattarella nel suo impegno – rigorosamente “laico” - di garante dei diritti, dei doveri e della libertà di tutti nella nostra convivenza civile. L’ispirazione religiosa è la strada attraverso cui giungere alla affermazione di valori umani universali: la libertà, la giustizia, la fraternità. Non a caso i riferimenti che più spesso ritornano sono quelli di Maritain, Sturzo, De Gasperi, Moro.

Andando più esplicitamente al campo della scuola e dell’istruzione emerge l’interesse e l’impegno che Mattarella ha profuso negli anni della sua permanenza al Ministero, caratterizzati da alcune importanti riforme come quella delle elementari, e dell’aggiornamento dell’Intesa tra Governo Italiano e santa Sede sull’insegnamento religioso. Di quegli anni si ricordano, ed i testi riportatiti ne danno ampia testimonianza, la prima conferenza nazionale sulla Scuola, il Progetto giovani, l’educazione alla salute, il dialogo fra le culture e le religioni. Furono anni di grande impegno e significative decisioni che aprirono la strada a decisive riforme quali quella sulla autonomia, e del sistema scolastico integrato con la parità scolastica fra scuole statali e non statali

Di tutto ciò si trova ampia eco nel messaggio che rivolse al Parlamento, in occasione del giuramento come nuovo Presidente della Repubblica. Non a caso in quella occasione affermò: "Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro".

La lettura del libro consente, soprattutto a quanti hanno cominciato a conoscerlo più di recente, di apprezzarne anche la sobrietà dello stile che lo ha sempre contraddistinto, il senso di responsabilità da cui si è sempre fatto guidare,la passione per la moralizzazione della vita pubblica che ha sempre perseguito.

In conclusione, il libro aiuta a capire ed apprezzare anche il “personaggio” Mattarella, al di là degli stereotipi che man mano gli si cuciono addosso, perché aiuta a comprendere la lunga strada che ha percorso, quella che gli ha consentito oggi di essere il Presidente di tutti gli italiani. 

 

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