“Pace su Nagasaki. Il medico che guariva i cuori” di Paul Glynn

Pace su Nagasaki. Il medico che guariva i cuori di Paul Glynn, edito recentemente da Paoline, fu pubblicato per la prima volta nel 1988 dall’autore perché nessuna casa editrice credeva potesse essere una storia di successo, invece siamo alla terza edizione ed il libro ha il merito di aver contribuito a far conoscere la figura di Takashi Nagai, medico radiologo, chiamato il “Gandhi giapponese”, sopravvissuto alla bomba atomica che “non permise all’odio e alla vendetta di prendere possesso della sua vita“, ma si adoperò per la ricostruzione e la pace anche attraverso i suoi libri fino agli ultimi giorni quando, consumato dalla leucemia, scrisse le sue ultime parole: “Sia la pace”.    

L’autore Paul Glynn ha conosciuto il dottor Nagai attraverso la visione del film “Le campane di Nagasaki” tratto da un suo libro scritto nel 1946 e divenuto subito un successo editoriale, un resoconto scientifico dell’esplosione nucleare e delle sue conseguenze in un linguaggio accessibile in cui con chiarezza veniva posto il problema: “L’energia atomica è un segreto che Dio ha posto nell’universo. Gli scienziati hanno voluto conoscere la chiave di questo segreto. Sarà per un meraviglioso sviluppo della civiltà o per la totale distruzione della terra? L’energia atomica è la chiave del progresso o della distruzione?”. Per Nagai l’unica guida per usarla sta nella sapienza che viene dalla vera religione. Nagai aveva cominciato a porsi seriamente il problema di Dio alla morte della madre, esperienza che gli fece intuire l’esistenza dello spirito che sopravvive alla morte, solo un’intuizione che nel tempo in un percorso di ricerca lo ha condotto alla conversione. “Qual è il senso della nostra vita?”, a questa domanda la scienza da sola sembrava non potergli dare più una risposta esauriente, né gli dei tradizionali del suo paese; egli ne aveva fatto esperienza in guerra con i soldati vicini alla morte che raramente si rivolgevano ai loro dei per essere confortati, non li percepivano come una presenza. Eppure anche di fronte al dolore della guerra Nagai voleva credere che in tutto c’è un senso, nell’universo come nella morte di giovani soldati.

La lettura dei Pensieri di Pascal è stata fondamentale nella sua ricerca, nel fargli comprendere che la ragione umana può giungere solo a verità scientifiche, le verità più alte sono da contemplare con “gli occhi del cuore” perché come affermava il pensatore francese “il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce”. Le verità più alte che riguardano i misteri della vita e di Dio sono da accogliere perché “la fede è dono di Dio. ..e si deve pregare per ottenerla”.

Ma la strada della conversione è lunga e complicato è trovare il significato della propria vita solo attraverso le letture perché il cristianesimo è un avvenimento e non è una dottrina; infatti, solo quando Nagai parteciperà alla sua prima Messa avrà l’intuizione di stare alla presenza di una Persona viva e le parole che sentì quel giorno dal vecchio prete che celebrava furono determinanti: “Qui sta l'umiltà: che la nostra mente riconosca che è la verità che ci rende liberi. Qui c’è la salvezza che il nostro cuore brama”. Da quel momento cominciò a scoprire che le parole delle Scritture sono vere e tutte reali e che si può lavorare e vivere per la gloria di Dio.

Le due bombe atomiche sganciate ad Hiroshima e Nagasaki avevano piegato il Giappone e la guerra aveva portato via tutto, eppure Nagai, malato e rimasto senza la sua adorata moglie Midori, non aveva perduto la speranza: fino alla sua morte scrisse libri e divenne punto di riferimento per un popolo ferito. L’esperienza del dolore aveva rafforzato la sua fede fino a fargli dire in un discorso commemorativo dinanzi alla cattedrale in macerie “proviamo a essere riconoscenti che Nagasaki sia stata scelta come sacrificio gradito a Dio! Siamone riconoscenti perché grazie a questo sacrificio è stato posto termine alla Seconda guerra mondiale…”. Nagai era riuscito a dare risposta alla domanda sul dolore che è di tutti e di sempre: come può Dio che è amore permettere il male del mondo? L’unico modo è concepire anche la bomba atomica come provvidenza di Dio, capace di trarre sempre il bene dal male.

 

 

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