Presentato a Palermo il libro “Qualcosa di prezioso che accade. La Missione di Speranza e Carità raccontata da Biagio Conte a Francesco Inguanti”

Lunedì 15 maggio alle 18.30, nella splendida chiesa della Cittadella della Missione di Speranza e Carità a Palermo, si è svolta la presentazione del libro Qualcosa di prezioso che accade - La Missione di Speranza e Carità raccontata da Biagio Conte a Francesco Inguanti, pubblicato dalla casa editrice People & Humanities.

Sono intervenuti Alessandra Turrisi, giornalista e Salvatore Taormina, Responsabile diocesano della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha moderato Rosalia Pipia, Presidente del Centro Culturale Il Sentiero.

Il libro contiene quattro interviste tematiche condotte dal giornalista Francesco Inguanti precedute da una sua introduzione dove l'autore spiega di aver pensato a questo libro su Fratel Biagio, come lui stesso desidera essere chiamato, "per tentare di spiegarne quello che si potrebbe definire il suo segreto". Il libro è arricchito dalle presentazioni del cardinale Paolo Romeo e dell'arcivescovo Corrado Lorefice segno di quanto sia amato nella Chiesa palermitana Biagio Conte e di come sia seguita con attenzione la sua opera.

Rosalia Pipia nell'introdurre l'incontro ha voluto mettere in evidenza come il libro sia riuscito nell'intento di restituire a Fratel Biagio la sua umanità perché a volte lo si considera irraggiungibile come ideale oppure si riduce la sua storia a una lotta contro la povertà e le ingiustizie, invece, nel leggere il libro, si capisce che la sua è "una grande storia d'amore per Gesù Cristo nella Chiesa, è un percorso amoroso" dentro le circostanze e nella coscienza della dipendenza da un Altro che fa le cose.

Mauro Buscemi, Direttore Edizioni People & Humanities, ha ringraziato, oltre all'autore, quanti hanno collaborato in vario modo a questo lavoro, Vincenzo Zuppardo per la grafica, Giuseppe Giordano per la fotografia e il Centro Culturale Il Sentiero per la condivisione e l'amicizia. Ha precisato anche l'intento solidale della pubblicazione, infatti parte del ricavato andrà alla Missione e l'autore ha rinunciato a ogni compenso.

Alessandra Turrisi segue da tempo le vicende di Biagio Conte e della sua opera iniziata oltre 25 anni fa e ha voluto sottolineare come intervistarlo non sia una cosa facile, anzi "è un'utopia perché è inafferrabile" e, come dichiara l'autore nell'introduzione, "richiede un'ascesi... per tentare di raggiungere un rapporto sempre più intimo con l'Infinito". Infatti le interviste vogliono entrare nel significato profondo dei fatti, importanti non solo per la storia della Missione ma anche per quella della città.

Scrivere questo libro ha significato provare a raccontare una "profezia", l'aggettivo "profetico" può descrivere bene la strada percorsa "perché lui vede ciò che gli altri non sono capaci di vedere". Ripercorrendo la storia della sua opera chi avrebbe creduto realizzabile quanto è stato fatto negli anni?, ma ora "nessuno osa dire più impossibile perché ciò che prima era impossibile è diventato possibile". Tutto però è accaduto non per merito suo, ma per "la presenza di Dio che muove tutto", questa è la certezza di Biagio perché tutto questo nasce da una vocazione, lui stesso racconta della sua crisi esistenziale e del suo cammino "prima avevo tutto dal punto di vista materiale ma c'era un'esigenza dentro di me che non riuscivo ad appagare, oggi non ho niente e mi sento un uomo libero dentro e fuori".

Alessandra Turrisi ha richiamato anche l'incontro di Biagio Conte con padre Puglisi negli uffici del Comune, entrambi là per chiedere qualcosa, uno la scuola media per Brancaccio, l'altro i locali dell'ex disinfettatoio comunale che diventerà la prima sede della Missione, non si conoscevano ancora, vengono presentati e si abbracciano, incontro e abbraccio emblematici per la nostra città.

Tanti anche i momenti difficili in questo percorso ma, "accoglienza, perdono, preghiera, condivisione, presenza di Dio sono gli elementi senza i quali non esisterebbe la Missione di Speranza e Carità".

Nelle interviste, realizzate nell'arco di due anni, si snoda tutta la storia della Missione ma, come ha sottolineato Salvatore Taormina, la novità di questo libro è nella disponibilità ad un rapporto da parte di Biagio Conte, nell'accettare di raccontarsi, "di mettere a nudo le pieghe più intime del suo itinerario esistenziale tormentato e solare ad un tempo a partire dalle inquietudini giovanili sino ai passaggi più sofferti del tempo presente" di cui il peregrinare con la Croce per le strade del nostro paese è espressione.

Il suo è un cammino ancora in corso e per il lettore è "un racconto semplice ma non facile" perché la libertà di chi legge viene sollecitata a prendere posizione rispetto a questa esperienza e pur riconoscendo il valore della sua opera si è portati a prenderne le distanze perché la si considera troppo oltre "rispetto a quello che posso fare io" ma forse la questione è che si cerca di "difendere la vita da ogni potenziale sconvolgimento". Salvatore Taormina si chiede se "il buco nero in cui precipita l'esistenza di un barbone è così differente da quello di tante nostre giornate faticose perché prive di senso" e in questa quotidianità che taglia le gambe, secondo l'espressione di Pavese, tutti forse abbiamo desiderato di imbatterci in un Fratel Biagio, in una presenza che abbia a cuore il nostro bisogno, la nostra umanità ferita e abbiamo anche desiderato di avere la sua stessa capacità di abbraccio e condivisione nei confronti di chi è schiacciato dalla vita.

Un'ultima provocazione nella riflessione di Salvatore Taormina: "riconosciamo come vera la testimonianza di Fratel Biagio perché sa essere buono con tutti o possiamo riconoscerne la bontà verso tutti perché sa essere vero con se stesso, con la vita?". La lettura del libro richiede di essere disponibili a compiere un itinerario del cuore e della ragione e, come ha fatto Biagio, prendere sul serio la nostra umanità. Confrontarsi con la storia di quest'uomo commuove e mette in gioco la nostra libertà, fa nascere domande a cui ci si può sottrarre oppure si può seguirne l'attrattiva e "riconoscere quella novità di vita possibile anche per noi".

Don Pino Vitrano, che collabora alla Missione con Biagio Conte, ha raccontato del suo incontro con lui e la sua è stata proprio una testimonianza di cosa può voler dire seguire una presenza carica di significato che si impone.

Scheda del libro.

 

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