Il Vangelo guancia a guancia. Vita di padre Pernet

 

Il libro di Paola Bergamini pubblicato dalla casa editrice Piemme racconta la storia di padre Stefano Pernet che, nella Francia post rivoluzionaria, entrò a far parte dell’ordine degli Agostiniani dell’Assunzione e fondò la Congregazione delle Piccole Suore dell’Assunzione, rappresentando in quel momento storico una modalità nuova di fare la carità cristiana.

Padre Pernet si poneva l’obiettivo della testimonianza di Cristo attraverso la condivisione del bisogno dei poveri, anticipando nella concretezza della vita i contenuti dell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII della fine del secolo che rendeva evidente l’attenzione della Chiesa per la questione sociale.

Dopo gli inizi tormentati della sua vocazione p. Pernet entra a far parte della nascente congregazione degli Agostiniani dell’Assunzione e viene ordinato anche sacerdote, nel 1864. Il Signore gli rivela la sua missione dentro la vocazione, in una società ormai secolarizzata in cui domina l'indifferenza per la religione e la corruzione dei costumi e Dio è bandito da tutti gli ambiti bisogna ristabilire il Regno di Dio: “per questo è necessario rifare la famiglia, rigenerandola”, e portare la fede nella famiglia è il punto di partenza per ricostruire una società cristiana. P. Pernet comprende che “i poveri, quando si ammalano, sono completamente abbandonati, nessuno li assiste” e ha l’intuizione che solo le donne possano riuscire a entrare nelle case e assisterli materialmente. Per questo nel tempo la sua azione diventa in molti casi ricostruzione spirituale delle famiglie e ritorno alla fede perché Cristo viene testimoniato nel silenzio, con la sola presenza perché come dice Papa Francesco, nella prefazione al libro, “servendo, con pazienza, e soltanto nel Signore, può accadere che i cuori delle persone anche più lontane vengano toccati”.

Le Piccole Suore sono inviate a incontrare i poveri e gli ammalati, entrano nelle case degli operai e si mettono al servizio delle famiglie bisognose e abbandonate, a loro p. Pernet raccomanda: “non basta far molto, occorre far bene quel che si fa e mettervi tutto il cuore nel farlo per amore di Dio“. Il metodo utilizzato da p. Pernet oggi è attuale più di prima, nella nostra società la testimonianza di Cristo può passare solo attraverso la carità che esprime la misericordia di Dio che non dimentica nessuno dei suoi figli perché, come sottolinea Papa Francesco, “l’unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini è la tenerezza di Dio”. La testimonianza è necessaria ma le parole non sempre sono sufficienti o adeguate, e il Papa ci ricorda che “evangelizzare ci porta anche ad appoggiare la nostra guancia sulla guancia di chi soffre, nel corpo e nello spirito”. P. Pernet lo aveva capito e le Piccole Suore dell’Assunzione fondate nel 1865, oggi presenti nei cinque continenti, continuano la loro opera nelle periferie delle città con gli esclusi e gli emarginati e sempre con una attenzione particolare alle famiglie; la loro è una vita di azione e preghiera.

Dal carisma di p. Pernet nel tempo sono nate altre realtà: la Fraternità dell’Assunzione, una comunità di cristiani impegnati nelle periferie e l’Associazione “Nostra Signora dell’Assunzione”, costituita da laiche consacrate testimoni nel loro ambiente di vita e di lavoro. Nel 1993 viene riconosciuta dalla Chiesa una nuova realtà, le Suore di Carità dell’Assunzione, nate dall'incontro di don Luigi Giussani con le Piccole Suore, caratterizzate dall'unità di vita consacrata e lavoro missionario che opera nel campo dell’assistenza domiciliare con la cura dei malati, l’impegno educativo e il sostegno alle famiglie. Nel 2006 don Giussani viene riconosciuto cofondatore di questa nuova congregazione che ha le sue origini nel carisma di p. Pernet.

La storia di p. Pernet ha molto da dire al mondo di oggi. Già lui aveva capito che in una società sempre più lontana da Dio e in cui i poveri sono abbandonati a sé stessi c’è bisogno di ricostituire il Regno di Dio attraverso una concreta vicinanza alle necessità; la tenerezza di Dio e la sua misericordia hanno bisogno di volti concreti per farsi incontrare, per questo p. Pernet raccomandava alle sue suore “non facciamo mai finta, dobbiamo essere veri in tutto. Veri con Dio, con noi stessi, con le sorelle, con i poveri e in tutti i rapporti”.

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