Una visita a “Esperienza Insegna”: sapere e scuola tra stupore e scienza

 

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(4 marzo 2016) – Dal 23 febbraio al 2 marzo 2016 al Polididattico dell'Università di Palermo in viale delle Scienze si è svolta la manifestazione Esperienza Insegna ideata dall'Associazione Palermoscienza. Ogni anno le istituzioni scolastiche siciliane sono chiamate a confrontarsi su un tema secondo un approccio scientifico; l'edizione 2016 ha visto coinvolte più di 50 scuole e la collaborazione oltre che dell'Università anche del Cnr e dell'Osservatorio astronomico.

Il tema di quest'anno è l'acqua e, come ogni anno, i locali che ospitano la manifestazione si sono trasformati in un grande laboratorio dove, oltre all'esposizione dei lavori degli studenti, si discute del tema proposto a diversi livelli e argomenti ed esperimenti scientifici vengono spiegati alle migliaia di visitatori che ogni giorno vengono ospitati.

Ma cosa rimane di una mattina passata tra esperimenti, cartelloni e video? A me è rimasto lo sguardo dei ragazzi impegnati a dare ragione del loro lavoro, a spiegare a chi non se ne intende la complessità della scienza in modo semplice e nello stesso tempo affascinante tanto da non perdere quell'aspetto di magia che suscita lo stupore e quindi la voglia di conoscere. Sì, perché gli esperimenti che vengono proposti, per chi non è addetto ai lavori, sembrano proprio delle magie; immagino che se suscitano meraviglia negli adulti, tanto più l'effetto sarà grande per le migliaia di bambini e ragazzi che visitano la manifestazione in questi giorni. Forse qualcuno di loro potrebbe un giorno con gratitudine riandare con la memoria proprio a questa impressione di stupore dalla quale forse è iniziato un percorso appassionante di amore alla scienza, chissà...

Questo pensiero, però, mi fa capire quanto può essere importante lavorare con i ragazzi in questo modo, piccoli uomini di scienza oggi riproducono quanto hanno imparato da qualcuno che ha saputo trasmettere la propria passione per la conoscenza, domani potrebbero avventurarsi nel mondo della ricerca. Non possiamo dimenticare che dietro questi ragazzi entusiasti che spiegano i cartelloni che hanno prodotto, gli esperimenti provati e riprovati, i progetti che hanno elaborato nelle varie fasi del lavoro, ci sono docenti appassionati al loro lavoro. Si, senza di loro non si potrebbero avere manifestazioni del genere e i loro sguardi entusiasti colpiscono insieme a quelli dei ragazzi; accanto agli studenti ci sono sempre gli insegnanti che li sostengono e li accompagnano passo passo.

L'acqua sicuramente è un elemento che ha un fascino particolare che si è espresso anche in forme artistiche.

La scienza, infatti, ci svela la struttura della natura e in ogni nuova conoscenza che si aggiunge al nostro sapere si rivela una parte di quel mistero che è il mondo e che siamo noi stessi; più ci si addentra nelle strutture grandi e piccole della natura più questa rivela la sua bellezza e l'uomo di tutti i tempi ha  sempre sentito il desiderio di rappresentarla questa bellezza.

I ragazzi lo hanno fatto e in mezzo ai laboratori si aprono spazi dedicati alle loro creazioni, si rimane stupiti dal vedere espresse in modo artistico alcune conoscenze scientifiche. Ci si imbatte nell'Homo aquae per spiegare la composizione del nostro organismo, in cretti di ghiaccio che alludono allo scioglimento dei ghiacciai, in composizioni che ci ricordano le tragedie del mare. Tutto quello che si vede solo apparentemente sembra non aver niente a che fare con la scienza; mi conferma, invece, che l'uomo non conosce la realtà solo attraverso un approccio di tipo scientifico, c'è anche un tipo di conoscenza che passa attraverso la creazione artistica. Qui tutto questo è rappresentato e dà l'idea che la scuola è ancora un luogo vivo, è essa stessa un laboratorio.

Nell'immagine: un momento della manifestazione Esperienza Insegna al Polididattico dell'Università di Palermo (foto Liceo Artistico V. Ragusa e O. Kiyhoara)

 

 

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