Ancora un ricordo di Nuccio Milazzo: quello di Claudio Saita, amico e collega

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Mi è stato chiesto un breve ricordo di un Caro Amico, prematuramente scomparso, un anno fa, Nuccio Milazzo. Lo faccio ben volentieri, anche se le circostanze già drammatiche della sua morte, per me, forse, sono state rese più dolorose dal fatto che, la notizia della sua immatura perdita mi ha raggiunto casualmente, attraverso la rete, in un letto d'ospedale, ricoverato per una grave emorragia cerebrale.

Ecco, il primo pensiero che ho avuto, appresa la notizia, nel modo che ho descritto, è stato proprio sul Mistero della Vita e della Morte: “Il Signore toglie, il Signore dà “. Ma come, ho pensato, Nuccio è molto più giovane di me. Eppure io sono ancora vivo…. mentre lui! Il Mistero connota l'esistenza di ciascuno di noi, le circostanze, anche le più drammatiche, servono per capire questo semplice dato, cioè che la nostra vita …dipende da questo legame e che, per chi resta, pur nel dolore dell'assenza, coltivare il ricordo, significa in qualche modo, rinnovare questo legame che quindi continua per i familiari e gli amici.

Che Nuccio fosse affezionato al Mistero Presente, è cosa ampiamente nota per chi lo ha conosciuto e frequentato. Nuccio l'ho conosciuto alla fine degli anni 70' ma la nostra frequentazione è divenuta più assidua quando, per ragioni del mio lavoro, mi sono trasferito a Palermo dal 93' al 98'. Quante cene a casa sua a Termini Imprese! Che familiarità straordinaria anche con la Sua famiglia! È difficile distinguere nell'uomo Nuccio, appassionato lavoratore in sanità pubblica, l'aspetto del suo impegno sociale, da quello della sua riflessione sul Mistero Presente nella sua vita come in quella degli altri. Spesso le note di ricordo delle persone scomparse, tendono a divenire apologetiche, dimenticando così, i punti di caduta delle persone scomparse.

Con Nuccio abbiamo litigato molte volte, abbiamo avuto molte accese discussioni, avevamo caratteri diversi, eppure….! Si, eppure ci legavamo sempre di più perché Nuccio era UNO, indivisibile, nei suoi eccessi come nelle sue profonde riflessioni sul Mistero Presente nella vita sua e della sua famiglia. Questo è il motivo per il quale, ad un anno dalla morte, ricordarlo, da un lato è struggente, dall'altro però, per familiari ed amici, è un ringraziamento al Signore per avercelo Donato, anche con i suoi difetti che non erano pochi e talora lo rendevano insopportabile!

L'esistenza di Nuccio, il rapporto con lui e la sua famiglia, mi ha reso ancora più evidente il fatto che la personalità cristiana è fatta di corpo ed anima, che quindi il rapporto con il Mistero passa attraverso la nostra carne che spesso è fatta di pulsioni negative. Ricordiamoci però che il Nazareno andava a pranzo ed a cena nelle case di prostitute, pubblicani e peccatori. Il Mistero Presente, quel Mistero che Nuccio ha amato nel corso di tutta la Sua vita, lo si vede solo da parte di esseri umani “vivi” che cercano i segni della Sua Presenza.

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